L’isola dei Rifiuti

Navigando su internet si scoprono cose meravigliose, anche se a volte non è che sia meraviglia nel senso positivo del termine. E talvolta si scoprono cose di cui si ignora l’esistenza e che, addirittura, ci piacerebbe che non esistessero.
Comunque, anche se con dispiacere e con ritardo, sempre meglio venirne a conoscenza. Anche perchè si tratta spesso di notizie nascoste, o che passano sottovoce, seppur di importanza fondamentale. E’ come se qualcuno le volesse far passare in secondo piano e lentamente lasciarle cadere nel dimenticatoio. Per fortuna che c’è internet, coi suoi vari strumenti, che ci permette, una volta scoperte, di condividerle e diffonderle.
Ed è appunto navigando che sono venuto a conoscenza del Pacific Trash Vortex, che nient’altro è se non una grande isola di rifiuti che si trova nell’Oceano Pacifico. “Un’enorme accumulo di spazzatura (soprattutto plastica) situato nell’Oceano Pacifico. La sua estensione non è nota con precisione: le stime vanno da 700.000 km² fino a più di 15 milioni di km², pari a tre volte l’area combinata di Spagna e Portogallo, ovvero tra lo 0.41% e l’8.1% dell’Oceano Pacifico. Nell’area potrebbero essere contenuti fino a 100 milioni di tonnellate di detriti. Si è formata a partire dagli anni cinquanta, a causa dell’azione della North Pacific Subtropical Gyre, una corrente oceanica dotata di un particolare movimento a spirale in senso orario, che permette ai rifiuti galleggianti di aggregarsi fra di loro.” (Wikipedia – Pacific Trash Vortex)
Questa enorme isola di spazzatura è naturalmente una conseguenza delle attività umane: plastica proveniente da ovunque, dagli stabilimenti costieri, alle navi, fino ai pozzi petroliferi. Sta comportando danni gravissimi all’ecosistema marino con moria di pesci, piante acquatiche, mammiferi marini ed uccelli. La plastica non è biodegradabile e diventa pericolosa nel momento che si fraziona in parti microscopiche e può essere mangiata dagli organismi marini, che quando non muoiono per questo, diventano nocivi, entrando a far parte della catena alimentare.
Questa notizia è di una drammaticità unica e mette l’accento sul degrado ambientale del pianeta di cui tutti, relativamente, siamo responsabili. E’ giunto ormai il momento di produrre meno spazzatura e puntare decisamente al riciclo dei rifiuti. E’ di vitale importanza, specialmente per le generazioni future. Cerchiamo di non arrivare con la m***a fino al collo per scoprire che ci stiamo dentro. Ce la possiamo fare e le amministrazioni comunali, provinciali, regionali e i governi centrali devono cominciare a supportare questa cosa. Cominciare intanto dal nostro piccolo mondo sarebbe già importante, anche per dare l’input agli altri, per lanciare un segnale. Vogliamoci bene, cerchiamo di rendere il posto in cui viviamo meno tossico.

Un saluto verde (non padano naturalmente!!)

Per chi volesse apprefondire consiglio questi link:

http://www.disinformazione.it/mare_di_plastica.htm
http://it.wikipedia.org/wiki/Pacific_Trash_Vortex

qui potete trovare un’animazione esplicativa


http://oceans.greenpeace.org/en/the-expedition/news/trashing-our-oceans/ocean_pollution_animation

e qui un filmato

http://www.youtube.com/watch?v=k-CVRFzLoEY

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