La Fiera di Maggio

Talvolta quando si prendono in mano i programmi delle liste o dei partiti, sembra di aver un insieme scollato di idee e progetti, talvolta in anitesi gli uni dagli altri. Il programma di “Tuscania Partecipa”, nella sua semplicità risulta vincente non soltanto per questa sua semplicità e fattibilità, ma anche perchè è un programma “interattivo”, dove gli elementi sono altamente connessi e non generano incompatibilità. Prendiamo la Fiera di Maggio e la sua rivalutazione per esempio. Questo è un mio veccho pallino. La risposta è gia tutta nei punti del programma.

Andiamo a prendere i punti che ci interessano:

  • Istituzione della Consulta civica come tavolo concertativo tra l’amministrazione e le rappresentanze degli operatori socio-economici del territorio e comunque di associazioni di cittadini portatori di interessi collettivi. (Trasparenza Amministrativa)
  • Promozione dei prodotti tipici e della tradizione enogastronomica anche tramite l’organizzazione di eventi specifici. (Turismo e Agricoltura)
  • Rriscoprire l’originale centro abitato, (Commercio e Artigianato)

Dalla somma di questi elementi come in una magica equazione si arriva alla soluzione.

Mi spiego meglio. La nostra Fiera è diventata soltanto un mercatone, senza nessuna peculiarità, perchè allora non vivacizzarla facendola diventare attiva e facendone diventare protagonisti i cittadini tutti. L’idea è di dividere il centro storico in tante aree (le piazze non mancano davvero!!) e in ognuna di queste piazze, organizzare dei microeventi. Per esempio tutti i panettieri potrebbero prendere una piazza e proporre tutti i loro prodotti e e le loro specialità, Un’altra piazza potrebbe andare agli artigiani per esporre le loro creazioni, una se la potrebbero prendere gli artisti e le associazioni culturali, che potrebbero organizzare degli spettacoli, delle mostre. I ristoratori si potrebbero riunire tutti insieme e fare di comune accordo un serio percorso gastronomico. Una piazza potrebbe andare alle cooperative agricole, agli allevatori e ai privati che producono per mostrare i prodotti tipici. In un’altra i commercianti potrebbero organizzare qualcos’altro. Ci sono un mare di cose da poter organizzare e rendere il paese festoso e vivo per tre giorni. E il punto di partenza per organizzare il tutto diventerebbe quella consulta che si vuole creare, dove le sinergie di tutti gli elementi che compongono il tessuto sociale cittadino darebbero origine ad una manifestazione veramente partecipata, con tutti che danno una mano e si sentono coinvolti direttamente. Tutto ciò  farebbe sentire la mostra cara fiera molto tuscanese a tutti, paesani e non.

Nel lasciarvi mi viene in mente una citazione, la prendo in prestito da Mr. Obama, però la dico in tuscanese:
Se po fa!!!

Buonanotte a tutti

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