Biomassa si! Biomassa no!

Negli ultimi giorni si è acceso un estenuante e colorito dibattito sulla questione della centrale a Biomasse. A colpi di comunicati, con fiumi di parole più o meno comprensibili si è cercato da qualche parte di “buttarla in cagnara”. Addirittura si sta facendo passare il messaggio che alcuni partiti o schieramenti siano favorevoli alla costruzione di questa centrale, mentre altri sono sfavorevoli. Ma siamo seri per favore, quando in gioco c’è il benessere della gente non esistono ragionamenti dettati dall’appartenenza politica, quando in gioco c’è il futuro il moto è trasversale e il ragionamento dovrebbe essere fatto in maniera globale.

Per quelle che sono le mie conoscenze e per quella che è la mia natura devo dire che sono totalmente sfavorevole alla costruzione di questo impianto, anche perchè le sue dimensioni lo fanno diventare poco eco(logico) e poco economico. Il problema nasce dalla presenza di una sentenza del consiglio di stato che di fatto impone la costruzione della centrale. Che fare allora?

Innanzi tutto vedere se c’è la possibilità di intervenire per vie legali sulla questione e fare un ulteriore ricorso, cercando di non fare azioni stolte che potrebbero arrecare altri danni alle già disastrate casse del comune. Ascoltare il parere della gente, dopo averla informata in maniera equilibrata, e di conseguenza agire. Se la gente non vuole questo impianto, una buona amministrazione dovrà fare di tutto per esaudirne legalmente i desideri: impedendone la costruzione o proponendo alternative come quella di una centrale di dimensioni ridotte, che riacquisterebbe la sua valenza ecologica ed economica. Se poi non ci fossero vie d’uscita e si fosse nell’impossibilità di fare ciò, il compito dell’amministrazione dovrà essere quello di vigilare attentamente su quanto viene fatto, bruciato e prodotto: dal momento della posa del primo mattone fino a tutta la vita produttiva dell’impianto.

Da amministratore (se dovessi essere eletto) mi batterò fino all’ultimo per trovare una soluzione positiva per i cittadini. Da cittadino farò qualsiasi cosa per far sentire forte la mia voce, sono pronto ad incatenarmi ai cancelli del cantiere se dovesse servire, di sicuro non farò mai azioni violente, ma urlerò tutta la mia rabbia se sarà necessario.

Io credo che questo debba valere per tutti, non c’è una lista o un partito pro o contro le biomasse, esiste solo il bene dei cittadini e della gente. In questi casi deve esistere soltanto un’azione unitaria.  Quindi basta con questa demagogia, basta “co’ ‘sta cagnara”!!!!

Buonanotte

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15 Risposte to “Biomassa si! Biomassa no!”

  1. e perchè bruciare biomasse (la legna del caminetto) sarebbe poco ecologico?

    • Innanzitutto grazie per il commento.
      Non è poco ecologico bruciare legna per caminetto (il concetto i biomassa è un po’ più allargato del concetto di legna da caminetto).
      Comunque prendiamolo per buono. Tanto è vero che nel post si parla di valenza ecologica in riferimento alle dimensioni dell’impianto. Io stesso prima dell’inverno avevo preso informazioni su una caldaia a biomasse da mettere a casa. Comunque andiamo al nocciolo del problema: una centrale delle dimensioni in questione necessita di un consumo di legname impossibile da soddisfare con la sola produzione locale o a corto raggio. L’approvvigionamento deve avvenire necessariamente su gomma, considerando che il legname più a buon mercato per questo tipo di centrali viene da molto lontano, soprattutto dai balcani ecco che soltanto l’inquinamento causato dal trasporto supera di gran lunga la valenza ecologica su cui si basa il funzionamento di questo tipo di centrali.
      Una centrale di dimensioni ridotte, invece, che si rifornisse solo della produzione locale potrebbe mantenere questa valenza intatta e rappresentare un buon compromesso ecologico.

  2. adesso nn conosco le dimensioni di tale impianto, comunque posso dire che molti terreni nel comprensorio di tuscania hanno una perfetta idoneità all’allevamento di pioppi a rapido accrescimento, penso per esempio a tutti i terreni con elevate pendenze dove è difficile l’allevamento delle varietà vegetali più commerciali, in oltre le centrali a biomassa nn funzionano soltanto con legna ma con tutti gli altri prodotti dai quali si possa trarre energia, che quest’ultimi hanno accumulato tramite il processo fotosintetico, quindi potremo bruciare paglie, redidue colturali, redidui di potature ecc ecc

    • Ciao Pasquino, bentrovato. Vedo con piacere che sei a conoscenza del fatto che il concetto di biomassa è un po’ più grande di quello stretto di “legna da caminetto”. E qui risiede uno dei problemi, perchè oltre alle cose che hai elencato, vengono considerati biomassa anche i rifiuti solidi da differenzazione. Da qui a bruciare rifiuti e far diventare una centrale un termovalorizzatore che brucia rifiuti il passo potrebbe essere breve. Ma non voglio essere malizioso e voglio pensare positivo.
      Secondo le mie informazioni l’impianto che si dovrebbe costruire è destinato alla produzione di 10MW elettrici (40MW Termici). Un impianto di questo genere necessita di circa 90.000-100.000 t/anno di biomassa da bruciare. Praticamente servirebbe una superficie grande come la provincia di Viterbo coltivata a legname o altre colture da biomassa per garantirne il funzionamento in un anno. Non considerando il depauperamento dei terreni agricoli, il fatto che l’anno successivo i raccolti non potranno essere naturalmente garantiti (I pioppi a crescita veloce necessitano di due anni di crescita prima di essere riutilizzati) e che tanta parte di macchia se ne dovrebbe andare è come se dovessimo avere una provincia a due livelli: un livello dovrebbe essere usato esclusivamente per rifornire la centrale e sull’altro potrebbe continuare la vita normale, con produzioni agroalimentari.
      Quindi capisci che la necessità di approviggionarsi fuori provincia è necessario. Un impianto che volesse mantenere la sua valenza ecologica, non dovrebbe reperire il combustibile fuori del raggio di 70Km. Diciamo che una centrale da 3MW elettrici potrebbe essere un buon compromesso, restando su queste dimensioni si avrebbe, non dico energia pulita che non esiste, ma sicuramente più pulita che quella derivante da combustibili fossili.
      Queste sono le informazioni in mio possesso, non pretendo di avere la verità assoluta in tasca, ma spero che in qualche maniera possano esserti utili. Comunque sia ti ringrazio ancora della partecipazione attiva al blog. Scambiare idee, senza volerle imporle è fondamentale per una sana convivenza
      Ciao!

  3. in effetti è vero che le dimensioni sono considerevoli ma nn eccessive, riguardo alle coltivazioni si può sicuramente affermare che i pioppi nn tolgono superfice utile alle tradizionali essenze agroalimentari, in quanto come detto da me prima possono essere coltivati in terreni sconnessi e scoscesi ( i “poggi”) come vengono definiti dagli amprenditori agricoli tuscanesi, e in oltre sotto le coltivazioni arboree è possibile effettuare il pascolo di specie zootecniche come l’allevamento ovino che è una grande peculiarità da rivalutare nel comprensorio tuscanese, dimensioni più ridotte aumenterebbero il fattore ecologico della centrale è vero, che comunque è molto meglio delle coltivazioni per la produzione di biocarburanti biodisel e bioetanolo che alcune compagini elettorali elogiano le quali realmente toglierebbero pane e pasta dalle nostre tavole.

    • Salve Pasquino, grazie come sempre per la tua partecipazione. Concordo sul fatto che sono meglio gli allevamenti arborei delle coltivazioni destinate alla produzione di Biocarburanti, che tolgono spazio alle produzioni agroalimentari.
      Allora, diamo per reale l’ipotesi che le coltivazioni di pioppi e i residui di boscaglie riescano a soddisfare le esigenze dell’impianto per il primo anno. Il secondo anno il problema dell’approvvigionamento ritornerebbe, poiché i pioppi a crescita rapida necessitano di due anni di vita per poter essere utilizzati allo scopo. Allora bisogna ricorrere a quelle colture per la produzione di biocarburante che non ci piacciono, che però permettono di avere un utilizzo annuale.
      Comunque vada non è una questione di facile risoluzione, ha i suoi lati positivi e i suoi lati negativi. Sembra un cane che si morde la coda. Importante è informarsi e parlarne.
      Un saluto

  4. volevo ricordarti che sicuramente prima di tagliare la legna bisogna aspettre che gli alberi crescano, per cui il problema del primo esecondo anno è un falso problema perchè i pioppi penso sia scelta occulata piantarli ben prima dell’inizio del processo produttivo della centrale e comunque vengono di norma piantati in maniera scalare così da ottenere una produzione pressochè continua, naturalmente le biomasse sono una fonte aleatoria ed è naturale che le produzioni possano essere alternate più o meno del necessario ma con un impianto criteriato si può ridurre al minimo l’alternanza stagionale e annuale riducendo così a percentuali irrisorie il ricorso all’acquisto di biomasse esterne, per sopperire a piccole mancanze, che a questo punto potrebbero pervenire da zone italiane come il nord della nostra penisola, inoltre si possono bruciare anche le paglie nn sottovalutiamole se ne producono in abbondanza nel nostro territorio e sono difficili da piazzare sul mercato, ragione per la quale spesso i nostri imprenditori agricoli sono obbligati a vendere fuori regione dove la domanda è più alta e i guadagni migliori.

    • Salve Pasquino, mi dispiace dissentire, ma secondo me la ricrescita degli alberi non è un falso problema. Se fai delle coltivazioni a scalare non avresti mai cibo a sufficienza per l’impianto delle dimensioni di cui si parla. Poi puoi usare tutti i tipi di biomassa possibili, ma non credo che riusciresti comunque a soddisfare il fabbisogno della centrale. Come ti ripeto, oltre i 70 km di raggio di approvvigionamento, la valenza ecologica e economica viene a diminuire drasticamente.
      Tu dici di prendere materiale dal nord italia, mmmh, la vedo scura. Nella sola Emilia Romagna ci sono progetti per la costruzione di 8 centrali a biomassa che da sole necessiterebbero di coltivazioni ad hoc pari a tre volte la superficie della regione stessa.
      Io non sono contrario alle centrali a biomassa, dico solo che devono rispettare certi termini di grandezza per mantenere il loro valore ecologico, che è reale. E non dimenticare che i grandi impianti sono un buon businness per gli impreditori grazie all’incentivi e i finanziamenti che ricevono, altrimenti nessuno si sognerebbe di investire i suoi soldi in un’impresa antieconomica. Piccolo non è peccato. Io penso che piccolo può essere bello, in tutti i campi. E’ finito il tempo delle grandi distanze, ricominciamo a guardare intorno a noi e a rivalutare il nostro territorio. E questo è un augurio.
      Cordiali saluti

  5. ma certo è vero che il territorio va rivalutato, ma non fossiliziamoci sulla grandezza e sul fatto che si dicono falsità rigardo alle dimensioni delle coltivazioni.

  6. Penso che, purtroppo, falsità se ne dicano la dove fa comodo affermare una cosa piuttosto che un’altra. Parlare delle dimensioni di un qualcosa che andrà ad incidere enormemente sul territorio, non è fossilizzarsi, è preoccuparsi di un fenomeno oggettivo. Comunque la diatriba biomasse si, biomasse no continuerà finchè non ci sarà una corretta informazione a riguardo. Cosa che doveva essere stata fatta dalle amministrazioni che si sono succedute, per far decidere la gente rispetto a un problema che la riguarda da vicino. Fino a che non sarà fatta completa chiarezza, si continuerà a ricorrere all’auotinformazione e si correrà il rischio che ognuno sia portato a credere a certe falsità piuttosto che ad altre, facendo pendere la bilancia del suo giudizio verso la verità che più gli si addice.

  7. molto saggio….quindi speriamo che la prossima giunta quale che sia faccia finalmente vera luce sull’argomento….e nn come le giunte precedenti che hanno creato disinformazione per i loro interessi..!!!…siamo stufi di questo

  8. Speriamo che finalmente si possa fare informazione, su tutto quanto. Per quel che mi riguarda questo è un impegno che sono pronto a prendermi. L’ho dichiarato da subito e non ho paura a confermarlo. Purtroppo non posso assicurarti che io ci sarò, ma se mi sarà data l’opportunità, sicuramente mi impegnerò ad accorciare quella distanza che si è venuta a creare tra i cittadini e l’amministrazione.
    Spero vivamente di poterlo fare.
    Cordiali saluti

  9. Io ti auguro di esserci ma spero vivamente che chiunque ci sarà sia veramente ispirato dalla voglia di fare per Tuscania e per i suoi cittadini e che faccia del bene nn per il singolo ma per la collettività!!!

  10. Ti ringrazio per l’augurio. Concordo pienamente. Il bene della collettività è più importante di qualsiasi interesse personale. Anch’io spero di esserci, ma se così non fosse, voglio sperare che chiunque sia a governare rispolveri quella nobiltà d’animo che sicuramente, anche se talvolta nascosta, alberga dentro di ognuno di noi. Grazie mille dei tuoi interventi, è stato un piacere. E spero che ci siano nuove occasioni per discutere serenamente su tanti altri argomenti.
    Ciao

  11. Anche per me è stato un piacere parlare con cordialità e serenità…….W TUSCANIA……


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